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L’abitacolo di Bruno Munari

Massima integrazione delle funzionalità della casa e creazione di mobili autosufficienti, fatti di tanti oggetti d’arredo che si relazionano in modo nuovo e più completo: sono questi i concetti alla base dell’Abitacolo di Bruno Munari, una sorta di “casa nella casa”.

La struttura cavalca le tendenze degli anni a cavallo tra i Sessanta e i Settanta, periodo caratterizzato da un’intensa sperimentazione in direzione di una maggiore coerenza tra arredare e vivere moderno; ci si allontana così dagli stereotipi tradizionali e, tra i vari risultati, c’è anche lo sviluppo di soluzioni modulari e multifunzione.

L’Abitacolo, unico tra questi esperimenti ad essere tuttora in produzione, è del 1971: si tratta di una struttura in acciaio con letto e tavolo integrabili e diversi accessori. Comprende infatti due piani in rete, due cestelli, quattro mensole, una serie di pratici ganci appendituitto e un tavolino in laminato regolabile in altezza. L’abitacolo è stato così descritto dallo stesso Munari “E’ un abitacolo, appunto, costituito da un telaio in acciaio elettrosaldato, corredato da un letto e accessori vari in materiali diversi. E’ un posto dei giochi, del sonno, di studio e di svago, un ‘hortus conclusus’ infantile, trasformabile a piacere […] E poiché è una struttura, è pure facilmente smontabile, pronta ad assumere una nuova veste, correndo dietro alla fantasia… E’ una struttura ridotta all’essenziale, uno spazio delimitato e allo stesso tempo aperto… E’ un modulo abitativo, un habitat, contiene tutti gli oggetti personali… Uno spazio nascosto in cui la presenza del bambino rende superflui i mobili, su cui la polvere non sa dove posarsi. E’ il minimo ma da il massimo. Numerato ma illimitato. L’habitat diventa l’ambiente adattabile alla personalità dell’abitante. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone.”

L’Abitacolo è quindi pensato con l’idea di realizzare una nuova area per i ragazzi e permetteva loro di trovare uno spazio per ogni oggetto e attività, dai libri ai giocattoli, fino allo spazio per dormire: è quindi contemporaneamente camera da letto, studio, libreria e ripostiglio. Oltre ad un mobile è anche un oggetto d’arredo che, una volta in uso, trasmette pienamente gusti, personalità e passione di chi lo vive e lo abita.

Questo mito del design fu prodotto da Robots e successivamente premiato dal Compasso d’oro nel 1979; oggetto intramontabile, risulta ancora attuale grazie alla praticità, alla funzionalità e all’ingombro ridotto, che permette di offrire ai propri figli uno spazio completo e esteticamente appagante anche con poco spazio.

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