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La sedia Richard III di Philippe Starck

E’ stato scritto che la poltrona Richard III di Philippe Starck si ispira al dualismo del controverso monarca da cui prende il nome, ed in particolare dalla trasposizione letteraria resa da William Shakespeare; un personaggio che, dopo la sua incoronazione vede prevalere il lato oscuro della sua personalità, diventando preda di insicurezze e timori.

« Io mi sono ingannato fino ad oggi sopra la mia figura;

S’ella mi trova, al contrario di me,

Un uomo di straordinario fascino.

M’accollerò, costi quel che costi, la spesa d’uno specchio; »

Altrettanto ricca di contrasti, la seduta Richard III gioca con lo stupore e il disorientamento provocati dalla contraddizione tra il fronte pieno e il fianco svuotato, tra il concavo e il convesso, tra il tradizionale e il moderno, tra la potenza e la delicatezza. Una seduta piena di conflitti e disaccordi, che la rendono immediatamente il punto focale dell’ambiente dove viene collocata. Un classico del design anni Ottanta caratterizzato da un effetto spiazzante e surrealista.

Si tratta di uno dei primi progetti di Starck per un’azienda italiana, Baleri Italia, oggi Cerruti Baleri. E’ datata 1984 e realizzata con un’unica struttura stampata in poliuretano rigido e portante, poi verniciato in colori spesso sgargianti – come il blu Klein nell’immagine. La poltrona Richard III è completata da un cuscino in poliuretano espanso che ne enfatizza il lato retrò.
La seduta è stata prodotta negli anni in varie edizioni limitate, tra cui quella del 2004 di 100 pezzi numerati e firmati da Philippe Starck in occasione del 20esimo anniversario della casa produttrice.

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