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La poltrona Red and Blue di Rietveld

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Gerrit Thomas Rietveld (Utrecht, 24 giugno 1888 – Utrecht, 26 giugno 1964) è stato un architetto olandese che si ispirò alle idee del pittore connazionale Piet Mondrian, soprattutto per il geometrismo asimmetrico e per il dialogo tra i colori primari.

Rietveld fu uno dei maggiori esponenti del celebre movimento del neoplasticismo o De Stijl (“lo stile” in olandese), così chiamato dall’omonima rivista fondata nel 1917 a Leida (Olanda) da Theo Van Doesburg. Insieme a Rietveld e Van Doesburg, ne fecero parte gli architetti Oud e van Eesteren, i pittori Mondrian e van der Leck e lo scultore Vantongerloo.

Questi artisti si concentrarono sull’idea di un linguaggio che trasmettesse positività grazie ad un equilibrio puramente visivo, fatto di asimmetrie e ricerche verso l’essenza e la struttura degli oggetti. Queste istanze sono particolarmente evidenti nella poltrona Red and Blue, che è infatti considerata uno dei simboli del movimento De Stijl. La poltrona sembra infatti il telaio di una qualunque seduta, ridotta all’osso e alla sua prima spinta creatrice.

La sedia“, disse Rietveld, “fu costruita con lo scopo di dimostrare che con semplici pezzi lavorati a macchina era possibile fare qualcosa di bello, una creazione spaziale“. La versione colorata è del 1923.

La sedia Red and Blue è quindi l’esemplificazione della ricerca di funzionalità e di trasparenza ma anche della positività trasmessa dai colori primari e dall’insieme di linee geometriche che compongono il risultato finale.  Il design concilia la ricerca estetica con il desiderio di utilizzare i vantaggi dati da particolari materiali per un concetto ancora recente di produzione industriale.

La Red and Blue non è l’unica seduta celebre prodotta dall’architetto olandese: anche la sedia Zig Zag nel 1934 ha ancora oggi un grande successo; in questo caso Rietveld ha agito partendo da una riflessione sul materiale, nella fattispecie il legno.

Tra le opere architettoniche di Rietveld segnaliamo invece la casa Schröder a Utrecht (1924), caratterizzata anch’essa da una disposizione asimmetrica dei piani orizzontali e verticali in muratura e in vetro. Ogni dettaglio ha una sua specifica forma e colore, e le scelte cromatiche sono effettuate allo scopo di intensificare l’effetto plastico. La Casa Rietveld Schröder nel 2000 venne inserita tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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