La poltrona Lady di Marco Zanuso
La poltrona Lady di Marco Zanuso per Arflex è ora un simbolo del design italiano degli anni Cinquanta, ma all’epoca costituì una vera e propria rivoluzione sotto vari punti di vista.
La composizione è uno degli aspetti più evoluti: la poltrona è formata da quattro parti imbottite, rivestite separatamente e poi assemblate. Questo procedimento influenza naturalmente anche il lato estetico: si tratta di una seduta completamente rivestita, dove tutti gli elementi strutturali si integrano nell’insieme costituito dal sedile, dallo schienale e dai braccioli.
Il materiale è la gommapiuma, allora sperimentale, che sostituisce il tradizionale rivestimento a molle; la gommapiuma è poi sorretta da nastri elastici a loro volta sostenuti da uno scheletro in legno.
Anche i nastri elastici negli anni Cinquanta costituivano una piccola rivoluzione: erano in Nastrocord, brevettato nel 1948 (la poltrona Lady è del 1949) da Carlo Barassi, uno dei fondatori di Arflex.
Ma la poltrona Lady di Zanuso è anche fortemente innovativa per quanto riguarda l’aspetto puramente disegnativo, ed è stata premiata con la medaglia d’oro alla IX Triennale di Milano del 1951, ottenendo l’immediato consenso della critica e il grande successo tra il pubblico. Questo successo contribuì in larga misura a consacrare l’azienda Arflex e farla conoscere al pubblico. È proprio questo primo affacciarsi alla ribalta di un ambito di avanguardia strettamente culturale che è da tener presente nel percorrere la storia dell’azienda, perché questo interesse sperimentale, se non disgiunto da fini commerciali, denuncia la volontà di creare prodotti di alto livello tecnologico ed estetico, sulle basi di una approfondita ricerca e sperimentazione.
Marco Zanuso, designer e urbanista, è considerato tra i padri fondatori del design industriale italiano; ha contribuito al dibattito nel dopoguerra sul “movimento moderno” nell’architettura e nel design ed è stato uno dei primissimi ad interessarsi ai problemi dell’industrializzazione del prodotto e all’applicazione dei nuovi materiali e tecnologie agli oggetti di uso comune.
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