La Diamond Chair e Harry Bertoia

La Diamond Chair (1952) è un classico del design moderno, un esperimento il cui delicato aspetto è smentito da forza e durabilità nel tempo. Il design innovativo e futuristico della Diamond Chair è il risultato di sperimentazioni con bacchette di metallo flessibile, prove che hanno dato origine a una venerata collezione di sedute di cui la Diamond Chair è forse l’esempio più conosciuto e riuscito.
Bella e confortevole, è attraversata da aria e spazio come una scultura; il suo autore, Harry Bertoia, l’ha infatti descritta come “una scultura fatta d’aria e di acciaio“. L’estrema riconoscibilità, la comodità e l’appeal estetico della poltrona la rendono adatta ad ogni tipo di contesto; dalla sua venuta al mondo, la Diamond Chair è stata utilizzata per le sale di aspetto e per i soggiorni privati, per le sale riunioni e negli spazi commerciali. Il produttore è Knoll.
Arieto (Harry) Bertoia (1915 – 1978) è stato un designer e artista italiano naturalizzato statunitense, nonchè un uomo che incarnava al meglio il prototipo dell’emigrante che realizza i suoi sogni oltreoceano, nella terra delle mille possibilità. La famiglia Bertoia si trasferì infatti in America negli anni Trenta. Qui Harry potè iniziare e proseguire con successo gli studi di design, prima presso la Cass Technical High School, dove sviluppò una buona confidenza con la tecnologia dei metalli (sua grande passione durante tutta la sua carriera), poi, grazie a delle borse di studio, alla Cranbrook Academy of Art. Alla Cranbrook Bertoia entrò in contatto con un ambiente stimolante e fervido animato da alcuni di coloro che diventeranno i più importanti designer dell’epoca: Charles e Ray Eames, Florence Knoll e Eero Saarinen.
La collaborazione con Knoll ebbe inizio negli anni Cinquanta, e portò alla produzione di una serie di sedute tra cui la Diamond Chair. Bertoia commentò così la sua collezione “Se si guardano queste sedute, ci si rende conto che sono fatte soprattutto d’aria, come una scultura: lo spazio le attraversa”. La serie di sedute è tuttora prodotta da Knoll e conosciuta come “Collezione Bertoia“.
A partire dagli anni Sessanta, Bertoia si concentrò sull’abbinamento suono-scultura, creando una serie di composizioni sonore e generando anche una produzione discografica. Secondo alcuni, la Diamond Chair ebbe una risonanza tale da offuscare tutto il resto della sua produzione precedente e successiva.
Archivio
- Achille Castiglioni
- Alvar Aalto
- Antonio Citterio
- Ball Chair e Bubble Chair
- Bruno Munari e la lampada Farkland
- Charles Rennie Mackintosh e la Hill House Chair
- Cini Boeri
- Eero Saarinen e il tavolo Tulip
- Eileen Grey
- Enzo Mari
- Ettore Sottsass
- I tavolini Petalo di Cassina e Charlotte Perriand
- Il divano Bocca
- Il divano Chesterfield
- Il letto Nathalie di Flou
- Il Vitra Design Museum
- Isamu Noguchi
- Jens Risom e la Risom Side Chair
- Joe Colombo
- Kartell, tra design e tecnologia
- L’abitacolo di Bruno Munari
- La Chaise di Charles e Ray Eames
- La Diamond Chair e Harry Bertoia
- La Egg Chair di Arne Jacobsen
- La lampada Fortuny
- La lampada Tolomeo di Artemide
- La mini-kitchen di Joe Colombo
- La Panton Chair di Vitra
- La poltrona Lady di Marco Zanuso
- La poltrona Red and Blue di Rietveld
- La poltrona Sacco
- La poltrona Tre Pezzi di Cassina
- La sedia Barcelona di Mies Van der Rohe
- La sedia Navy di Emeco
- La sedia Richard III di Philippe Starck
- La sedia serie 7 di Arne Jacobsen
- La serie Up di Gaetano Pesce
- Lampada Arco
- Le Corbusier
- Le sedie Him&Her di Fabio Novembre
- Le sedute di Philippe Starck per Kartell
- Louis Ghost e Victoria Ghost
- Marc Newson
- Marcel Breuer e la Sedia Wassily
- Philippe Starck
- Ron Arad e Lovely Rita
- Vico Magistretti
- Walter Gropius


