Kartell, tra design e tecnologia

Gli oggetti Kartell, con le loro idee inconfondibili, oggi fanno parte della nostra cultura e della nostra idea di design domestico. L’azienda Kartell è nata negli anni ’50 da Giulio Castelli, ed ha espresso da subito la volontà di portare la plastica nell’arredo casalingo e sostituire il più possibile i materiali tradizionali come il vetro e il legno con, appunto, le materie plastiche.
Fin dagli approcci iniziali gli oggetti Kartell hanno puntato sull’innovazione tecnologica e disegnativa, in parallelo all’affermarsi del Made in Italy tipico degli anni ’60. Vari riconoscimenti a livello internazionale hanno segnato una storia aziendale prestigiosa, che supporta l’attuale successo di Kartell in tutto il mondo. Dal 1999 ha aperto il museo di Kartell, dove è possibile ammirare un’immagine tangibile della storia aziendale.
Gli oggetti Kartell sono stati creati da designer di fama internazionale come Philippe Starck, Patricia Urquiola, Piero Lissoni, Alberto Meda, Ron Arad, Antonio Citterio, Vico Magistretti, Marteen Van Severen, Ferruccio Laviani, Michele De Lucchi, Anna Castelli Ferrieri. Queste collaborazioni hanno consentito all’azienda di crescere e di sviluppare un’immagine di avanguardia stilistica oltre che tecnica.
Tra gli oggetti che hanno fatto la storia di Kartell e che ancora oggi conservano un’immagine di raffinatezza e avanguardia, c’è sicuramente la lampada da tavolo Bourgie. Rivisitazione in chiave moderna degli stilemi tipici della lampada barocca, è realizzata interamente in policarbonato e disegnata da Ferruccio Laviani. Il materiale conferisce un’aura di ironia e modernità alla forma classica e, al contempo, la nobilita, facendola sembrare di cristallo. La scelta del materiale è enfatizzata dalle plissettature del cappello e dalle volute della base, che creano dinamici giochi di mille riflessi. La lampada è disponibile in diversi colori.
Per quanto riguarda le sedute, un cenno particolare meritano le sedie Ghost. Realizzate in diversi tipi, riprendono motivi del passato e in particolare dell’epoca di Luigi XV, come il classico schienale a medaglione. Il materiale è sempre il policarbonato, che rende l’oggetto simile ad una fiabesca sedia di cristallo, ma estremamente resistente ad urti e graffi.
Il pezzo forse più famoso e conosciuto della produzione attuale Kartell è la famosa libreria Bookworm, disegnata da Ron Arad. La libreria, frutto di un’accurata ricerca tecnologica, è flessibile e può assumere la forma prescelta senza perdere in resistenza e funzionalità, grazie ai supporti ferma libro da posizionare lungo tutta la superficie.
Archivio
- Achille Castiglioni
- Alvar Aalto
- Antonio Citterio
- Ball Chair e Bubble Chair
- Bruno Munari e la lampada Farkland
- Charles Rennie Mackintosh e la Hill House Chair
- Cini Boeri
- Eero Saarinen e il tavolo Tulip
- Eileen Grey
- Enzo Mari
- Ettore Sottsass
- I tavolini Petalo di Cassina e Charlotte Perriand
- Il divano Bocca
- Il divano Chesterfield
- Il letto Nathalie di Flou
- Il Vitra Design Museum
- Isamu Noguchi
- Jens Risom e la Risom Side Chair
- Joe Colombo
- Kartell, tra design e tecnologia
- L’abitacolo di Bruno Munari
- La Chaise di Charles e Ray Eames
- La Diamond Chair e Harry Bertoia
- La Egg Chair di Arne Jacobsen
- La lampada Fortuny
- La lampada Tolomeo di Artemide
- La mini-kitchen di Joe Colombo
- La Panton Chair di Vitra
- La poltrona Lady di Marco Zanuso
- La poltrona Red and Blue di Rietveld
- La poltrona Sacco
- La poltrona Tre Pezzi di Cassina
- La sedia Barcelona di Mies Van der Rohe
- La sedia Navy di Emeco
- La sedia Richard III di Philippe Starck
- La sedia serie 7 di Arne Jacobsen
- La serie Up di Gaetano Pesce
- Lampada Arco
- Le Corbusier
- Le sedie Him&Her di Fabio Novembre
- Le sedute di Philippe Starck per Kartell
- Louis Ghost e Victoria Ghost
- Marc Newson
- Marcel Breuer e la Sedia Wassily
- Philippe Starck
- Ron Arad e Lovely Rita
- Vico Magistretti
- Walter Gropius


