Joe Colombo

Joe Colombo (1930-1971) è considerato uno dei designer più importanti degli anni 60. Per le sue proposte di design d’interni e complementi d’arredo ha conseguito numerosi riconoscimenti tra cui: la Medaglia d’Oro alla Triennale di Milano con la lampada da tavolo Acrilica (1963); il Premio Compasso d’Oro per la lampada Spider prodotta per Oluce (1967); il Design International Award a Chicago (1968); il Premio Compasso d’Oro per un condizionatore d’aria prodotto dalla Candy (1970); il primo premio allo SMAU di Milano per il carrello Bobby, prodotto per B-Line (1971). Colombo ha lavorato anche per Comfort, Bonacina, Alessi, Bernini, Zanotta e Rosenthal.
Joe Colombo ha studiato presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera e successivamente al Politecnico di Milano. Negli anni Cinquanta entrò a far parte del gruppo di pittura nucleare con Enrico Baj. Successivamente, negli anni Sessanta, si rivolse all’architettura e all’interior design, iniziando a lavorare come progettista. La sua attenzione conferisce prevalentemente verso la ricerca dei materiali e la flessibilità e modularità degli oggetti: la sua sedia Universale, prodotta per Kartell, è una delle prime sedute modellate in un unico pezzo di plastica. Nella sua opera è anche protagonista la ricerca di oggetti risolutori in gradio di caratterizzare e servire le singole zone, come il carrello Bobby e la poltrona Elda. Secondo Joe Colombo “L’abitazione dovrà adattarsi sempre più all’uomo, piuttosto che il contrario è quindi valido concepire un’unita per la produzione di massa [...] ma essa dovrà essere definita al punto che tutte le sue funzioni saranno il più possibile perfezionate“.
Negli anni la sua opera si orientò sempre più verso unità abitative polifunzionali e interni: tra queste, la celebre Mini Kitchen presentata alla Triennale di Milano nel 1963, il Sistema programmabile per abitare presentata sempre alla Triennale nel 1968, e il Visiona ’69 per la Bayer, cellula integrata definita da differenti ”stazioni funzionali’‘: il blocco Night-Cell (letto, armadio e bagno), il Kitchen-Box (cucina e pranzo) e il Central-Living (soggiorno).
Nell’immagine la Tube Chair del 1969.
Archivio
- Achille Castiglioni
- Alvar Aalto
- Antonio Citterio
- Ball Chair e Bubble Chair
- Bruno Munari e la lampada Farkland
- Charles Rennie Mackintosh e la Hill House Chair
- Cini Boeri
- Eero Saarinen e il tavolo Tulip
- Eileen Grey
- Enzo Mari
- Ettore Sottsass
- I tavolini Petalo di Cassina e Charlotte Perriand
- Il divano Bocca
- Il divano Chesterfield
- Il letto Nathalie di Flou
- Il Vitra Design Museum
- Isamu Noguchi
- Jens Risom e la Risom Side Chair
- Joe Colombo
- Kartell, tra design e tecnologia
- L’abitacolo di Bruno Munari
- La Chaise di Charles e Ray Eames
- La Diamond Chair e Harry Bertoia
- La Egg Chair di Arne Jacobsen
- La lampada Fortuny
- La lampada Tolomeo di Artemide
- La mini-kitchen di Joe Colombo
- La Panton Chair di Vitra
- La poltrona Lady di Marco Zanuso
- La poltrona Red and Blue di Rietveld
- La poltrona Sacco
- La poltrona Tre Pezzi di Cassina
- La sedia Barcelona di Mies Van der Rohe
- La sedia Navy di Emeco
- La sedia Richard III di Philippe Starck
- La sedia serie 7 di Arne Jacobsen
- La serie Up di Gaetano Pesce
- Lampada Arco
- Le Corbusier
- Le sedie Him&Her di Fabio Novembre
- Le sedute di Philippe Starck per Kartell
- Louis Ghost e Victoria Ghost
- Marc Newson
- Marcel Breuer e la Sedia Wassily
- Philippe Starck
- Ron Arad e Lovely Rita
- Vico Magistretti
- Walter Gropius


