Ettore Sottsass

Il nome di Ettore Sottsass (14 settembre 1917 – 31 dicembre 2007) è legato principalmente al marchio Olivetti, azienda con cui collaborò per circa trent’anni e per cui progettò diversi oggetti oggi diventati cult, come il computer Mainframe Elea 9003 (grazie al quale vinse il Compasso D’Oro nel 1959), diverse macchine da scrivere tra cui la celebre Valentine rossa e la calcolatrice Logos 27.
Sottsass è stato uno dei più originali e importanti interpreti del design italiano del dopoguerra, e più di altri ha contribuito alla reputazione del design made in Italy di quegli anni. La macchina da scrivere Valentine è diventato un vero e proprio accessorio cult ed è tuttora considerato un importante esempio di pop-art “funzionale”.
Nel 1981, Sottsass e un gruppo internazionale di giovani architetti e designer (o meglio, tutti giovani tranne lui, allora 64enne) si riunirono per formare il gruppo Memphis, lanciato con una raccolta di 40 pezzi tra mobili, ceramiche, lampade e altri oggetti ironici e colorati, che sono tuttora annoverati tra i più caratteristici esempi di post-modernismo nel design e le arti.
Come disegnatore industriale, Ettore Sottsass lavorò con Artemide, Fiorucci, Esprit, la società italiana di mobili Poltronova, Knoll International e Alessi. Come un architetto, ha progettato la Galleria Schwarz-Mayer di Rodeo Drive a Beverly Hills, California, e la casa di David M. Kelley, designer di Apple, in Woodside, in California. Sottsass ha inoltre collaborato con nomi celebri nel campo di architettura e design, tra cui Aldo Cibic, James Irvine, Matteo Thun. L’attività di Sottsass comprende un ampio ventaglio di oggetti: mobili, gioielli, ceramiche, vetro, argento, illuminazione, progettazione di macchine per ufficio e di edifici che hanno ispirato generazioni di architetti e designer. Presso il Design Museum di Londra si è tenuta nel 2007 una mostra retrospettiva in suo onore, Ettore Sottsass: Lavori in corso.
Archivio
- Achille Castiglioni
- Alvar Aalto
- Antonio Citterio
- Ball Chair e Bubble Chair
- Bruno Munari e la lampada Farkland
- Charles Rennie Mackintosh e la Hill House Chair
- Cini Boeri
- Eero Saarinen e il tavolo Tulip
- Eileen Grey
- Enzo Mari
- Ettore Sottsass
- I tavolini Petalo di Cassina e Charlotte Perriand
- Il divano Bocca
- Il divano Chesterfield
- Il letto Nathalie di Flou
- Il Vitra Design Museum
- Isamu Noguchi
- Jens Risom e la Risom Side Chair
- Joe Colombo
- Kartell, tra design e tecnologia
- L’abitacolo di Bruno Munari
- La Chaise di Charles e Ray Eames
- La Diamond Chair e Harry Bertoia
- La Egg Chair di Arne Jacobsen
- La lampada Fortuny
- La lampada Tolomeo di Artemide
- La mini-kitchen di Joe Colombo
- La Panton Chair di Vitra
- La poltrona Lady di Marco Zanuso
- La poltrona Red and Blue di Rietveld
- La poltrona Sacco
- La poltrona Tre Pezzi di Cassina
- La sedia Barcelona di Mies Van der Rohe
- La sedia Navy di Emeco
- La sedia Richard III di Philippe Starck
- La sedia serie 7 di Arne Jacobsen
- La serie Up di Gaetano Pesce
- Lampada Arco
- Le Corbusier
- Le sedie Him&Her di Fabio Novembre
- Le sedute di Philippe Starck per Kartell
- Louis Ghost e Victoria Ghost
- Marc Newson
- Marcel Breuer e la Sedia Wassily
- Philippe Starck
- Ron Arad e Lovely Rita
- Vico Magistretti
- Walter Gropius


