Enzo Mari

Enzo Mari (1932) è celebre per le sue teorie più ancora che per le sue opere; considerato una sorta di coscienza critica della progettazione e del design, ha contribuito con il suo lavoro al dibattito mondiale su questi tipi di professione. Il “collega” Alessio Mendini ha detto di lui: Mari non è un designer, se non ci fossero i suoi oggetti mi importerebbe poco. Mari invece è la coscienza di tutti noi, è la coscienza dei designers, questo importa.
Ricercatore scrupoloso, Enzo Mari non ha raggiunto il successo commerciale di altri designer italiani come Joe Colombo, eppure la profondità e la complessità del suo lavoro ne fanno un personaggio ammirato e tutt’oggi ricercatissimo.
Enzo Mari ha studiato presso l’accademia di Brera a Milano e sviluppato fin dagli inizi l’interesse verso l’aspetto sociale del design e dei designer, il ruolo di questi ultimi all’interno della società, i meccanismi della percezione.
Il suo primo lavoro per il produttore Danese è 16 Animali, un tangram costituito da silhouette di diversi animali ottenute con il disegno di un pantografo su un blocco di legno. Si tratta di una specie di puzzle, un gioco per bambini dove Mari applicò le sue teorie di problem-solving. Enzo Mari continuò poi a concentrarsi sullo sviluppo di oggetti destinati alla produzione di massa, senza compromettere mai la sua convinzione secondo cui un progetto di design deve essere bello e contemporaneamente svolgere la sua funzione in modo efficiente. Descrivendo la sua filosofia come “disegno razionale“, Mari ha definito le sue opere come “elaborate o costruite in un modo che corrisponde interamente allo scopo o funzione“.
Uno dei suoi prodotti più famosi è Pago Pago, un vaso reversibile caratterizzato da una forma sensuale che per i critici svolse un ruolo decisivo nel convincere il pubblico che i prodotti di plastica non erano necessariamente a basso costo e di cattivo gusto. L’interesse di Mari per il disegno si risolse comunque prevalentemente in un’analisi linguistica del suo ruolo come sistema di comunicazione. In questo senso, fu centrale la continua progettazione di puzzle tra cui il celebre “Gioco delle favole”, che tuttora viene considerato uno dei giochi più intelligenti per i bambini, in grado di stimolarne al massimo creatività e fantasia.
Enzo Mari ha vinto per quattro volte il prestigioso premio “Compasso d’oro”: il primo nel 1967 per le sue ricerche individuali sul design; il secondo nel 1979 per la sedia Delfina prodotta da Driade; il terzo per la sedia Tonietta di Zanotta, nel 1987; e il quarto per il tavolo Legato per Driade (2001), nell’immagine.
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