Alvar Aalto

Il finlandese Hugo Alvar Henrik Aalto (Kuortane, 3 febbraio 1898 – Helsinki, 11 maggio 1976) è stato una figura di grande spicco dell’architettura organica europea, e considerato negli anni Cinquanta uno dei due poli di riflessione del Movimento Moderno in contrapposizione con il razionalismo lecorbusiano.
La sua attività si rivolse principalmente all’architettura, allargandosi però anche al design di arredi e di oggetti in vetro, fino alla pittura. Il marchio di fabbrica di Aalto è la sua celebre onda che contraddistingue le sue realizzazioni architettoniche come i più piccoli oggetti di design. Peraltro, in finlandese Aalto vuol dire proprio “onda”.
Nel campo del design, i suoi pezzi più famosi sono i vasi in vetro tra cui il celebre vaso Savoy (nell’immagine), del 1939, che esprime appieno il rapporto dell’opera di Aalto con la sua grande fonte di ispirazione: la natura. Il vaso Savoy, che si ispira nelle forme sinuose al paesaggio finlandese e nel nome all’esclusivo ristorante di Helsinki che ne acquistò una grande quantità per i propri tavoli, è oggi uno dei simboli indiscussi del design finlandese.
Molti sono i punti di comune tra l’opera di Aalto e l’architettura organica di Frank Lloyd Wright: di base c’è l’amore per la ripresa della forma naturale tramite linee curve, asimmetrie e ricerca sui materiali.
Tra gli oggetti di design creati da Alvar Aalto vi sono diversi tipi di sedie, frutto degli studi compiuti dal designer finlandese sui limiti di deformazione del compensato di legno, generalmente di betulla, definito “il materiale profondamente umano“. Le lamine di compensato delle sedie di Aalto riprendono l’idea dell’onda, facendo tesoro delle virtù di elasticità e flessibilità tipiche del materiale.
Tra lavori più importanti di Aalto nel campo dell’architettura ricordiamo l’Auditorium del Politecnico di Helsinki e il teatro dell’opera Alto-Theater a Essen, in Germania. Alcune opere architettoniche di Aalto si possono vedere anche in Italia: nella fattispecie si tratta del centro culturale di Siena (1966) e della chiesa di Riola nei pressi di Bologna, costruita nello stesso anno. Nel 1957 il Politecnico di Milano conferì ad Aalto una laurea ad honorem.
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